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In Italia esistono da molti anni forme di supporto dell'imprenditoria femminile, cioè di attività avviate da donne. L'idea sottostante
a questi finanziamenti pubblici è che facilitare la creazione di imprese da parte di donne facilità l'effettiva
uguaglianza tra i sessi, poichè fornisce alla donne lavoro, un reddito autonomo, visibilità sociale. Gli interventi a favore dell'imprenditoria femminile sono regolati principalmente dalla Legge 215/92. I fondi per
l'imprenditoria femminile sono gestiti dal Ministero delle Attività produttive, come molti dei finanziamenti per le aziende.
La legge 215, anche se non prevede limiti minimi, è indirizzata a finanziare piani di spesa di importo medio-piccolo disposti su un breve arco temporale, e punta quindi alla nascita di mole micro imprese femminili nel settore agricolo,
manifatturiero e dei servizi.
La legge 215 permette di ottenere sia contributi a fondo perduto che finanziamenti al tasso agevolato con piani di rimborso decennali. I fondi vengono gestiti con il meccanismo del bando: quindi le richieste
di agevolazioni possono essere avanzate solo in un certo periodo di tempo secondo una certa procedura (che può essere spiegata dalla locale Camera di Commercio). Le agevolazioni per l'imprenditoria
femminile possono riguardare l'avvio di una attività imprenditoriale, l'acquisto di attività pre esistente, la realizzazione di progetti aziendali innovativi (innovazione di prodotto, di tipo tecnologico od organizzativo, e può essere riferita anche ad azioni di ampliamento ed ammodernamento dell’attività già esercitata), l'acquisizione dei servizi reali( servizi che siano in grado di aumentare la produttività, apportare innovazione organizzativa, favorire il trasferimento di tecnologie, agevolare la ricerca di nuovi sbocchi di mercato per la commercializzazione dei propri prodotti, acquisire nuove tecniche di produzione, gestione e commercializzazione, sviluppare sistemi di qualità).
Le graduatorie sono stilate considerando il numero di nuovi occupati rispetto all'investimento richiesto, al numero di nuovi occupati donna sul totale degli occupati, ai nuovi investimenti rispetto agli investimenti totali, alla partecipazione delle donne alla direzione di impresa, al conseguimento di certificazioni ambientali e di qualità.
Possono essere oggetto di finanziamento macchinari a attrezzature, brevetti, software, studi di fattibilità
Non possono essere oggetto di finanziamento le spese ordinarie o di
gestione, le scorte di materie, l'acquisto di beni a uso promiscuo.