
Nei mutui a tasso variabile il tasso pagato dal cliente, ancorato al tasso di mercato
Euribor, viene rivisto periodicamente. Questo significa che nei
mutui a
tasso variabile se l'Euribor sale, allora cresce anche l'importo della rata da pagare, mentre se l'Euribor scende cala anche la rata da pagare.
Il tasso che il cliente paga viene calcolato con la formula:
Tasso finito = Euribor 6 mesi +
spread
Supponiamo che lo spread concordato sia dell'1%. A febbraio 2006 il tasso Euribor era il 2,70%, quindi il tasso applicato era 2,70% + 1% = 3,70%. A febbraio 2007, un
anno dopo, l'Euribor è del 3,80%. Quindi il cliente pagherà un tasso finito di 3,80% + 1% = 4,80%. Il tasso più alto significa un maggior importo di interessi, e quindi una
rata più alta. Il quanto più alta dipende dal debito residuo del mutuo. Supponiamo che il debito residuo (cioè il capitale non ancora restituito con il pagamento delle rate)
sia di 100.000 euro. Un tasso più alto dell'1,1% (cioè, dal nostro esempio, 4,80% - 3,70%) significa maggiori interessi in un anno per 1.100 euro (cioè 100.000 euro x 1,10%),
cioè un maggior onere mensile di 1.100 euro/12= 91 euro circa.
Mutui a tasso variabile più diffusi
- mutuo 10 anni tasso variabile
- mutuo 15 anni tasso variabile
- mutuo 20 anni tasso variabile
- mutuo 25 anni tasso variabile
- mutuo 30 anni tasso variabile
- mutuo 35 anni tasso variabile
- mutuo 40 anni tasso variabile